Ho pensato di scriverla, questa mia avventura. Si perché a furia di raccontarla ci si stanca, e si cominciano a tralasciare dettagli importanti o a modificarli, e tra qualche anno questo racconto potrebbe risultare annebbiato ..
un weekend in Tennessee o, ancora meglio il weekend dell’attesa
Spiego.
Ero in vacanza ad Atlanta e avevo deciso - dopo lunghe esitazioni- di sbattermi un bel 5 ore di autobus per andare a trovare Craig a Nashville e visitare quindi la famosa citta’ della musica.. degli honkey tonkeys.. e degli stivali da cowboys.
La situazione era perfetta in quanto Craig, americano e nostrano, mi avrebbe portato in giro e fatto da cicerone, mentre io mi sarei sollazzata nel massimo relax per due giorni.. dovevo solo fare questa benedetta traversata GEORGIA-TENNESSEE.
Amici americani mi sconsigliavano vivamente di prendere un autobus.. perche’ sembrava fosse piuttosto inconsueto - per il ceto medio standard - voler tentare la sorte in mezzo al nulla, nelle lunghissime vie americane. Ma alla mia domanda “e se andassi in treno?” mi hanno guardata come se avessi detto la cazzata del secolo. I treni? quali treni?
Alternative, onestamente, non ne vedevo. A meno che non volessi prendere un aereo per 500$ e sorbirmi i controlli del check in, non mi restava che l’autobus.
Ora, io che ne so’ io che la GREYHOUND e’ la compagnia piu’ scasciata d’america!
L’ho scoperto nel momento in cui mi sono presentata in stazione. Un sacco di gente di colore piuttosto incazzata che ti guarda di traverso. Gente che ti spoglia con gli occhi, che urla con qualcuno o che parla da sola come i pazzi.. Piu’ che una stazione era una specie di parcheggio al chiuso per disadattati sociali dal calzino di spugna e ciabatta da piscina.
Io poi, che arrivo tutta carina: jeans rosa slavati nuovi di pacca, t-shirt a righe bianche e verdi, pochette gialla, sandalo intrecciato, occhiale da sole, ingioiellata, docciata e profumata con capello in piega. Tempo zero avevo imboscato la mia pochette nel bagagliaio, tirato fuori il mio cardigan manica lunga per nascondere orologio e anelli, e calato gli occhiali da sole.
Fiduciosa di Greyhound noto con piacere che parte in orario, alle 14.10. Imbarcano la sottoscritta con un tot di tossici puzzoni, qualche rastaman, e qualche altro soggetto in tuta da ginnastica non identificato.
Penso anche che i miei amici sono i soliti esagerati… in autobus ci sono anche sprazzi di connessione wifi!! ne approfitto per chattare con Craig, che mi conferma la prenotazione in hotel.. che e’ tutto a posto.. che non vede l’ora di vedermi.. bla bla bla.. Dovrei arrivare a nashville per le 19.
Il tipo seduto davanti a me cala lo schienale e siccome pesa 200kg penso che dovrebbero creare una assicurazione in caso quello mi piombi addosso e mi rompa le ginocchia. Mi chiedo come faccia a starci il suo vicino di sedile, visto che che il ciccione gli prende un posto e mezzo. Chissa’ come mai nessuno si sia voluto sedere vicino a me :) Forse la mia faccia diceva “c’e’ seduto il mio amico immaginario, non vedi??? andale’ andale’..”
Alle 16 arriviamo a Chattanooga, ridente localita’ di sosta pipi’ e collection di altri uomini in tuta e calzino in spugna. Chattanooga e’ dove il mio amico Lee - di Nashville- voleva passare a prendermi per portarmi a Knoxville (4 ore di strada dalla parte opposta di nashville), ma avevo gentilmente declinato l’offerta visto che non ritenevo possibile fare sia nashville che knoxville in 2 giorni… La vita era fatta di scelte! e io avevo scelto Nashville, con un bel ticket di a/r Greyhound da 130$…e quindi avevo scelto Craig a Lee.
Rimonto in autobus, ripartiamo, ma nel giro di 10 minuti, appena fuori chattanooga, sento odore di frizione, e vedo l’autobus rallentare e parcheggiarsi in una piazzola di sosta… Avete presente quelle stazioni di sosta dei film, con un Wendy’s, una gas station, e il null’altro???
Mi armo di tutto il mio charm e chiedo all’autista che minchia succede. Tutti erano gia’ scesi. Dice “bella, l’autobus ha dei problemi ai freni, non mi prendo la responsabilita’… aspettiamo il prossimo autobus..”
Ah si? E quando?
Tra 4 o 5 ore.
Ah.
Penso mi stia per ruttare in faccia visto che si sta’ scolando una lattina di cocacola, e ha una pancia che sembra un barile.
Con tutta la calma del mondo gli dico “ma zio cantante, non c’e’ un autobus piu’ vicino..?? o una stazione dove una possa prendere un altro autobus? o un minchia di taxi?”
no.
Certo, in realta’ la stazione c’era, ma non ci volevano portare, a prendere un altro autobus, di un’altra compagnia. Tutti la’, dovevamo aspettare. Io e i miei amici tossici in tuta.
ASPETTARE 5 FOTTUTE ORE.
Come prima cosa chiamo Megan, e le spiego la situazione. Mi dice che ci sarebbe una stazione Groome a 10 minuti da la’, e gli autobus partono ogni ora.. Uhm. Penso quindi a come farmi questi 10 minuti di macchina in luogo sconosciuto, se non ho un navigatore. Con la mia faccia da culo mi apposto alla stazione del gas, dove a ciascun cliente chiedo “ehm, sorry, the bus is broken, could you pls take me to the closer bus station? i know is very close here…?”
Faccie basite.
Megan mi dice “NON SI FA! non PUOI CHIEDERE! e’ RISCHIOSO! TI TAGLIANO A PEZZI! la GENTE QUI NON e’ ABITUATA!!”
E che cccazzzooooo!!!!
Raggiungo la pace dei sensi, e comincio a socializzare con i compagni di sventura in calzini. Uno era stato derubato la mattina, uno doveva arrivare in idaho e aveva perso tutte le connessioni, uno doveva iniziare un corso di camionista, un paio dovevano andare a suonare non so’ bene dove.
Per qualche strana ragione tutti mi chiedono se sono russa. Credo che io risultassi come il fenomeno da immortalare, visto che mi han chiesto di scattare delle foto con loro. Non si capacitavano del fatto che io mi trovassi sola a Chattanooga, in un autobus di Greyhound, credo. Lo stress e l’ansia cominciano ad attanagliarmi, ed e’ allora che mi sparo il primo caffe’ (da mezzo).
Fumo e bevo caffe’. Chiacchiero e rispondo a chiamate costosissime. A un certo punto mi chiama Lee. Si, proprio quello che quella sera voleva andassi a Knoxville per vederlo in concerto. Gli spiego che la fottuta america ha dei fottuti problemi con i mezzi di trasporto, e lui dice “welcome in the real us!”. Mi dice di non muovermi, che avrebbe mandato qualcuno a recuperarmi, e che sarei quindi dovuta andare a knoxville.. pero’! Me la mette giu’ come ” tra un’ora passa una tipa a prenderti” e io penso che e’ meglio un’ora che altre 4 di attesa. Allora chiamo Craig, e gli dico che non arrivo piu’, che vado a Knoxville … che ormai la serata era comunque fottuta, e che sarei arrivata il mattino successivo, in qualche modo, a NAshville.
PEccato che la signorina in questione non arriva mai. La continuo a chiamare e mi dice ”sono la’ tra 30 minuti!” .. ma non arrivava… E a un certo punto arriva l’autobus.. si , quello nuovo per Nashville!! Si era anche fatto buio… e tutti i miei compagni scalcinati mi dicono “che fai, non monti?”
Panico.
La richiamo, e lei mi supplica di attendere, che orami era la’.. che era venuta apposta.. Chiamo Craig, e mi dice che ormai l’hotel era andato… e che c’era un festival ed era un casino riprenotare…
Guardo i miei nuovi amiconi e dico “io resto”. Seguono baci e abbracci e “good luck mate”. L’autobus parte, e resto in piedi alla stazione dell’autobus, me myself and i…
Ho freddo, e mi rintano dentro il wendy’s. Anche la’ una piccola fila di gente in ciabatte da piscina. Provo a ordinare dei chicken nuggets, ma sono immangiabili. E allora prendo un altro caffe’.
L’ansia sale.
Alla fine, credo verso le 11 di sera, e’ arrivata questa pazza agitata, certa Lorrie, che si presenta dicendo SCUUUUUUSAAAAAAA… bla bla bla. Ma almeno mi sento sollevata: non sono sola, almeno non moriro’ sola a chattanooga! Chattanooga Addio!
Saliamo in questo pseudo mezzo di trasporto, che consisteva in auto non definita di indefinito colore. Specchietti retrovisori andati, e portiera cigolante. Dentro sembrava fosse scoppiata una bomba. C’era il bucato di qualcuno, dei bagagli, una trousse trucchi formato famiglia, bucce di arance rinsecchite, carte, cartine, lattine, bicchieri di carta … Mi dice “sorry for the mess” “ahhhh ma quale mess, vai tra sorella… “
MI sono chiesta se avessi altre vie di fuga, ma no, non ce n’erano. Perfino Greyhound sembrava meglio di quell’auto.
PArtiamo, e ci fermiamo a far pipi’ almeno un paio di volte per strada.. credo che l’ansia mi abbia scatenato un effetto incontinenza acuto..
Continuo a bere caffe’ e fumare sigarette.. per cercare di tener testa a Lorrie che - scopro- e’ la nuova fidanzata d Lee, e che si sta’ facendo tutta quella strada per conoscere ME e diventare parte della mia vita, visto che fino a qualche ora prima io ero solamente una fantomatica amica italiana di Lee, e una possibile minaccia. Effettivamente mi chiedevo chi poteva essere la pazza che guidava 4 ore per andare a vedere un concerto???? manco fossero stati gli U2…
Quindi le ore in macchina sono stata di abbandono e ascolto della love story Lorrie-Lee. Di quanto lei lo ami, di quanto lui sia figo, di quanto lei abbia paura, di quanto lei sia insicura, ecc ecc ecc. Vita, morte e miracoli.
Ci tengo a sottolineare che io la mattina mi ero svegliata alle 6.30, e che a mezzanotte praticamente ancora mi trovavo in una macchina, e la serata ancora non era iniziata..
All’una di mattina o forse erano anche quasi le 2.. arriviamo in questo locale, dove Lee stava ancora suonando… Io praticamente una morta che cammina.
(to be continued)