follia

Trovo un sito che costruisce strutture in Pallet per creare un letto (ovvero te li fa arrivare muniti di giunture, niente altro).  Ovviamente l’idea pallet e’ la prima cosa economica che mi e’ venuta per sfruttare un materasso che possiedo e non uso, e costruire cosi un letto a uso “ospiti”.  Li andro’ a recuperare in qualche magazzino, ma per curiosita’ chiedo a questi tizi cosa fan pagare il loro servizio.  Risposta: uno strato di pallet - 14 cm altezza  -4 bancali—— - 380 euro. Due strati di pallet - 760 euro.

A questi dico: ma secondo voi, uno il letto in pallet se lo vuole fare perche’ fa figo? con 760 euro mi trovo qualcosa di sicuramente meglio su cui far dormire i miei ospiti.

Coglioni.

(Fonte: ohanaflowers)

lestercorp:

Taxi Driver
Jodie Foster and her stunt double in makeup

lestercorp:

Taxi Driver

Jodie Foster and her stunt double in makeup

(via closetotheexitdoor)

nevver:

Banksy

(segue) Il weekend dell’attesa - parte seconda

{…}  Ero rimasta alla macchina, si ero salita in macchina e ora dovevo arrivare a Knoxville.. 

Ovviamente alla domanda “quanto ci mettiamo ad arrivare a Knoxville?” quando Lorrie mi ha detto “ah don’t worry, we will be there in maybe an hour” mi sono sentita male.. Voleva dire 4 ore considerando i suoi metri temporali??

Va beh ma tanto, che mi frega, ho aspettato 7 ore in una stazione di benzina, cazzo vuoi che sia altre 2, 3, 4 ore.. 

Il problema da risolvere in quel momento era un altro: come restare sveglia, essere simpatica, dialogare in americano con la fidanzata SCONOSCIUTA di un amico virtuale a cui scrivo da 15 anni MA CHE NON HO MAI VISTO ? Come evitare di avere un incidente stradale causa colpo di sonno di questa tipa che prima di passare a Chattanooga gia’ guidava da un paio d’ore, e che pare si sia sniffata 2 etti di cocaina vista l’ipertensione evidente? 

L’incontinenza continua mi costringe a farla fermare almeno 3 volte.. e mi faccio qualche refill di caffe’ da mezzo tanto per stare tranquilla. Non ci sono gli autogrill, ma ci sono sempre e solo stazioni di benzina, dove il cibo e’ inesistente ma ci sono solo tutti i tipi di snacks dolci.. e io intanto non mangio dall’ora di pranzo..

Lei fuma come una ciminiera.

La cosa buffa e’ che io ogni stazione in cui ci siamo fermati lei se ne va alla toilette con la trousse formato famiglia per truccarsi. Per RItruccarsi. Mi dice che sono bellissima, che vorrebbe essere come me.. io mi chiedo se mi prende per il culo. Io allo specchio non ho nemmeno il coraggio di guardarmi. Che faccia puo’ avere una che si e’ svegliata alle 6.30, che non ha cenato, che ha avuto un esaurimento nervoso da attesa autobus e previsioni di morte a Chattanooga?

Le dico che sta’ benissimo cosi, che e’ una gran figa, e che Lee sara’ contentissimo. 

Dopo avermi detto che ha 39 anni, 2 figli, e’ separata, il marito era un fanatico della chiesa e che le voleva portare via i figli perche’ l’aveva sgamata a fumare la marijuana, del suo negozio di arredamento, che fa volontariato, di Lee, di come si sono incontrati, della casa in cui vivono, del fatto che vuole venirmi a trovare in Italia con Lee,  bla bla bla, arriviamo.

Non ne sono sicura ma credo sia circa l’una e mezza. Parcheggiamo e SE DIO VUOLE entriamo nel locale. The Roof, si chiama.

Trattasi di locale birreria pieno zeppo di aitanti studenti del college americani di 2mt ubriachi fradici e molto molesti. Mi sento vecchia. MI faccio largo e dal mio 178 cm mi sento quasi nana. Un paio mi invitano a ballare ma rifiuto gentilmente… “NO thanks” potrei avere un crollo improvviso e svenire. E poi potrei essere tua zia. Cioe’ niente in contrario, sei figo, ma davvero stasera non ce la posso fare.

Lorrie mi trascina sotto il palco e mi ritrovo Lee che mi fa un sorrisone, e io mi sciolgo e penso che tutto sto’ casino ne e’ valsa la pena! Minchia, Lee! 15 anni di chattate, pianti e  confessioni. Il ragazzo sconosciuto conosciuto per caso, che mi e’ stato vicino in momenti bui e ha condiviso tutte le mie pene d’amore! L’ho seguito mentre studiava al conservatorio, gli ho passato le ricette delle lasagne, gli ho perfino mandato dei regali di compleanno.. la’ davanti i miei occhi!

Ma pensa te.

Evidentemente elettrizzato e felicissimo, saluta e mi abbraccia, mi manda baci dal palco, e il cantante mi presenta come l’ospite “from italy!”. E quindi la mandia di tori si gira a guardarmi e io vorrei scomparire. Una italiana a Knoxville e’ come un’oasi nel deserto.

Giusto per cercare di godermi il momento mi faccio una redbull :)

Ecco la foto dei miei ultimi sprazzi di energia e LORRIE in primo piano

OVVIAMENTE il concerto non era finito, e mi e’ toccato aspettare un’altra ora… A che ora avrebbero finito? alle 2.30. Ottimo. La mia esperienza di ex-cantante mi dice che dopo il concerto dovranno smontare, fare public relations con il proprietario, sorbirsi qualche ubriacone che vorra’ suonare gli strumenti, mangiare, bere, fumarsi una canna, e decidere dove andare a dormire. 

E cosi e’ stato. Alle 4.30 siamo ancora nel locale, vuoto. E Lorrie in un suo momento di iperattivismo aiutava il barista a tirare su le bottiglie di birra dal pavimento.. (no comment).

Senza speranze ormai chiedo a che ora prevediamo di levare le tende e Lorrie si propone di accompagnarmi a Nashville (Lorrie in primo piano nella foto).

EH???? Scusa, ma Nashville non e’ a 4 ore di macchina?

Si.

Senti bella, meglio che troviamo da dormire qui, dove vuoi andare a quest’ora?

Dice che non e’ un problema, che se io voglio andare a Nashville lei e’ freschissima e lucidissima e puo’ guidare.. ma le spiego che io vorrei arrivare a Nashville viva, e che forse anche lei dovrebbe pensare di fermarsi a dormire un po’ se vuole un futuro con Lee..  

Decidiamo tutti di fermarsi in hotel. 

Lorrie e io ci imbarchiamo il batterista in macchina, che poverino non ci sta’ la’ dietro con quel casino (chissa’ se la’ in mezzo ci sono calzini di spugna e ciabatte da piscina?). Lee guida nell’altra con il resto della band. Lorrie a un incrocio, non sapendo dove andare, sta’ per tirare dritto e prendere proprio quel punto dove la strada non c’e’, e io mi faccio il segno della croce … e Kid, il batterista urla “FOCUS.. FOCUS…” La fa fermare e Lee si accosta e  si mette al volante. Chiede scusa, dice che ha bevuto un po’, che non e’ lucida.. (meno male che mi voleva portare a Nashville)

Alle 6 arriviamo, e mi ritrovo in quei motel da film dove normalmente si nascondono gli assassini.. ecco mi viene in mente NON E’ UN PAESE PER VECCHI… mmmm … (vi allego una foto… )

Due suite una sopra l’altra, con ciascuna 2 letti matrimoniali e 2 divani letto. Lee mi accompagna in camera, e mi da’ un panino (!!!!!! FAME!!!!) e mi dice di andare a dormire, che lui resta di sotto a far “festa” col gruppo… mi abbraccia, mi dice quanto e’ felice, bla bla.. e esce.

MI doccio. Mangio il panino. Mi corico.

Il panino mi si blocca nello stomaco, e ho una tachicardia a mille. Saranno mica i 2 litri di caffe’? Sento che sto’ per avere un infarto. Ecco, mi tocca morire a Knoxville. Rantolo fino alla borsa e trovo l’unica melatonina che avevo… cerco di stare calma e di pensare che non moriro’..Morta per panino e caffe’, che morte del cazzo!!

Dopo una mezzora mi sento un po’ meglio, e dormo un’oretta. Ma mi svegliano lee e Lorrie che salgono in camera, e lei, credo per una latente geolsia, toglie le coperte dal letto matrimoniale e prepara il divano letto con Lee… Da allora non ho piu’ chiuso occhio. Ma nemmeno Lorrie. Lorrie cerca di dormire ma la sento fare cose, non so’ cosa, ma cose. Sento che esce, entra, non capisco.

Non dormo ma almeno riposo le mie stanche membra in un letto, e cerco di godermelo.. Alle 11 Lorrie ci viene a chiamare, e ci porta la colazione. Dico NO al caffe’, thank you. Dobbiamo vestirci e uscire, perche’ dobbiamo lasciare le camere.  Prima pero’ mi da’ un regalo che ha comprato la mattina… una catenina con su scritto “ADORABLE”. Perche’, dice “we adore you!”. Oh jesus.

Io ho una faccia credo peggiore della sera precedente, ma almeno ho recuperato un minimo di energie, anche se mi sento la sabbia negli occhi. 

Fa un caldo pazzesco.

BUsso alla porta del resto della band, e quando apro c’e’ una folata di marijuana che avrebbe steso un cavallo. BElli rilassati escono, vestiti esattamente come la sera prima, ed evidentemente non docciati (allego foto della mattinata che fotografa la band al completo ancora in stato confusionale- il secondo da sinistra e’ Lee).

Finalmente si parte. Noto con piacere che la pseudo macchina della sera prima era messa anche peggio di come l’avevo vista di notte.. E per la mia gioia chiaramente l’aria condizionata non funzionava, e c’erano questi bei sedili di velluto… mmm …

4 ore di macchina, schiena e sedere bagnati, arriviamo a Murfreesboro. Si perche’ Murfreesboro (dove loro vivono, in una casa di ex squatters, per la precisione) NON E’ a NASHVILLE, ma bensi a 1 ora da nashville.. bugia!

PEr fortuna ci sara’ Craig che  mi verra’ a recuperare la’. 

Craig nel frattempo mi dava per dispersa, ma riusciamo a metterci d’accordo, e alle 4 di pomeriggio dice che si trovera’ a casa di Lee.

(to be continued)

Il weekend dell’attesa

Ho pensato di scriverla, questa mia avventura. Si perché a furia di raccontarla ci si stanca, e si cominciano a tralasciare dettagli importanti o a modificarli, e tra qualche anno questo racconto potrebbe risultare annebbiato ..

un weekend in Tennessee o, ancora meglio il weekend dell’attesa

Spiego.

Ero in vacanza ad Atlanta e avevo deciso - dopo lunghe esitazioni- di sbattermi un bel 5 ore di autobus per andare a trovare Craig a Nashville e visitare quindi la famosa citta’ della musica.. degli honkey tonkeys.. e degli stivali da cowboys.

La situazione era perfetta in quanto Craig, americano e nostrano, mi avrebbe portato in giro e fatto da cicerone, mentre io mi sarei sollazzata nel massimo relax per due giorni.. dovevo solo fare questa benedetta traversata GEORGIA-TENNESSEE.

Amici americani mi sconsigliavano vivamente di prendere un autobus.. perche’ sembrava fosse piuttosto inconsueto - per il ceto medio standard - voler tentare la sorte in mezzo al nulla, nelle lunghissime vie americane. Ma alla mia domanda “e se andassi in treno?” mi hanno guardata come se avessi detto la cazzata del secolo. I treni? quali treni?

Alternative, onestamente, non ne vedevo. A meno che non volessi prendere un aereo per 500$ e sorbirmi i controlli del check in, non mi restava che l’autobus.

Ora, io che ne so’ io che la GREYHOUND e’ la compagnia piu’ scasciata d’america! 

L’ho scoperto nel momento in cui mi sono presentata in stazione. Un sacco di gente di colore piuttosto incazzata che ti guarda di traverso. Gente che ti spoglia con gli occhi, che urla con qualcuno o che parla da sola come i pazzi.. Piu’ che una stazione era una specie di parcheggio al chiuso per disadattati sociali dal calzino di spugna e ciabatta da piscina.

Io poi, che arrivo tutta carina: jeans rosa slavati nuovi di pacca, t-shirt a righe bianche e verdi, pochette gialla, sandalo intrecciato, occhiale da sole, ingioiellata, docciata e profumata con capello in piega. Tempo zero avevo imboscato la mia pochette nel bagagliaio, tirato fuori il mio cardigan manica lunga per nascondere orologio e anelli, e calato gli occhiali da sole.

Fiduciosa di Greyhound noto con piacere che parte in orario, alle 14.10. Imbarcano la sottoscritta con un tot di tossici puzzoni, qualche rastaman, e qualche altro soggetto in tuta da ginnastica non identificato. 

Penso anche che i miei amici sono i soliti esagerati…  in autobus ci sono anche sprazzi di connessione wifi!!  ne approfitto per chattare con Craig, che mi conferma la prenotazione in hotel.. che e’ tutto a posto.. che non vede l’ora di vedermi.. bla bla bla.. Dovrei arrivare a nashville per le 19.

Il tipo seduto davanti a me cala lo schienale e siccome pesa 200kg penso che dovrebbero creare una assicurazione in caso quello mi piombi addosso e mi rompa le ginocchia. Mi chiedo come faccia a starci il suo vicino di sedile, visto che che il ciccione gli prende un posto e mezzo. Chissa’ come mai nessuno si sia voluto sedere vicino a me :) Forse la mia faccia diceva “c’e’ seduto il mio amico immaginario, non vedi??? andale’ andale’..”

Alle 16 arriviamo a Chattanooga, ridente localita’ di sosta pipi’ e collection di altri uomini in tuta e calzino in spugna. Chattanooga e’ dove il mio amico Lee - di Nashville- voleva passare a prendermi per portarmi a Knoxville (4 ore di strada dalla parte opposta di nashville), ma avevo gentilmente declinato l’offerta visto che non ritenevo possibile fare sia nashville che knoxville in 2 giorni… La vita era fatta di scelte! e io avevo scelto Nashville, con un bel ticket di a/r Greyhound da 130$…e quindi avevo scelto Craig a Lee.

Rimonto in autobus, ripartiamo, ma nel giro di 10 minuti, appena fuori chattanooga, sento odore di frizione, e vedo l’autobus rallentare e parcheggiarsi in una piazzola di sosta…  Avete presente quelle stazioni di sosta dei film, con un Wendy’s, una gas station, e il null’altro???

Mi armo di tutto il mio charm e chiedo all’autista che minchia succede. Tutti erano gia’ scesi. Dice “bella, l’autobus ha dei problemi ai freni, non mi prendo la responsabilita’… aspettiamo il prossimo autobus..”

Ah si? E quando?

Tra 4 o 5 ore.

Ah.

Penso mi stia per ruttare in faccia visto che si sta’ scolando una lattina di cocacola, e ha una pancia che sembra un barile.

Con tutta la calma del mondo gli dico “ma zio cantante, non c’e’ un autobus piu’ vicino..?? o una stazione dove una possa prendere un altro autobus? o un minchia di taxi?”

no.

Certo, in realta’ la stazione c’era, ma non ci volevano portare, a prendere un altro autobus, di un’altra compagnia. Tutti la’, dovevamo aspettare. Io e i miei amici tossici in tuta.

ASPETTARE 5 FOTTUTE ORE.

Come prima cosa chiamo Megan, e le spiego la situazione. Mi dice che ci sarebbe una stazione Groome a 10 minuti da la’, e gli autobus partono ogni ora.. Uhm. Penso quindi a come farmi questi 10 minuti di macchina in luogo sconosciuto, se non ho un navigatore. Con la mia faccia da culo mi  apposto alla stazione del gas, dove a ciascun cliente chiedo “ehm, sorry, the bus is broken, could you pls take me to the closer bus station? i know is very close here…?”

Faccie basite. 

Megan mi dice “NON SI FA! non PUOI CHIEDERE! e’ RISCHIOSO! TI TAGLIANO A PEZZI! la GENTE QUI NON e’ ABITUATA!!”

E che cccazzzooooo!!!!

Raggiungo la pace dei sensi, e comincio a socializzare con i compagni di sventura in calzini. Uno era stato derubato la mattina, uno doveva arrivare in idaho e aveva perso tutte le connessioni, uno doveva iniziare un corso di camionista, un paio dovevano andare a suonare non so’ bene dove.

Per qualche strana ragione tutti mi chiedono se sono russa. Credo che io risultassi come il fenomeno da immortalare, visto che mi han chiesto di scattare delle foto con loro. Non si capacitavano del fatto che io mi trovassi sola a Chattanooga, in un autobus di Greyhound, credo. Lo stress e l’ansia cominciano ad attanagliarmi, ed e’ allora che mi sparo il primo caffe’ (da mezzo).

Fumo e bevo caffe’. Chiacchiero e rispondo a chiamate costosissime. A un certo punto mi chiama Lee. Si, proprio quello che quella sera voleva andassi a Knoxville per vederlo in concerto. Gli spiego che la fottuta america ha dei fottuti problemi con i mezzi di trasporto, e lui dice “welcome in the real us!”. Mi dice di non muovermi, che avrebbe mandato qualcuno a recuperarmi, e che sarei quindi dovuta andare a knoxville.. pero’! Me la mette giu’ come ” tra un’ora passa una tipa a prenderti” e io penso che e’ meglio un’ora che altre 4 di attesa. Allora chiamo Craig, e gli dico che non arrivo piu’, che vado a Knoxville … che ormai la serata era comunque fottuta, e che sarei arrivata il mattino successivo, in qualche modo, a NAshville.

PEccato che la signorina in questione non arriva mai. La continuo a chiamare e mi dice  ”sono la’ tra 30 minuti!” .. ma non arrivava… E a un certo punto arriva l’autobus.. si , quello nuovo per Nashville!!  Si era anche fatto buio… e tutti i miei compagni scalcinati mi dicono “che fai, non monti?”

Panico.

La richiamo, e lei mi supplica di attendere, che orami era la’.. che era venuta apposta..  Chiamo Craig, e mi dice che ormai l’hotel era andato… e che c’era un festival ed era un casino riprenotare… 

Guardo i miei nuovi amiconi e dico “io resto”. Seguono baci e abbracci e “good luck mate”. L’autobus parte, e resto in piedi alla stazione dell’autobus, me myself and i… 

Ho freddo, e mi rintano dentro il wendy’s. Anche la’ una piccola fila di gente in ciabatte da piscina. Provo a ordinare dei chicken nuggets, ma sono immangiabili. E allora prendo  un altro caffe’.

L’ansia sale.

Alla fine, credo verso le 11 di sera, e’ arrivata questa pazza agitata, certa Lorrie, che si presenta dicendo SCUUUUUUSAAAAAAA… bla bla bla. Ma almeno mi sento sollevata: non sono sola, almeno non moriro’ sola a chattanooga! Chattanooga Addio!

Saliamo in questo pseudo mezzo di trasporto, che consisteva in auto non definita di indefinito colore. Specchietti retrovisori andati, e portiera cigolante. Dentro sembrava fosse scoppiata una bomba. C’era il bucato di qualcuno, dei bagagli, una trousse trucchi  formato famiglia, bucce di arance rinsecchite, carte, cartine,  lattine, bicchieri di carta …  Mi dice “sorry for the mess” “ahhhh ma quale mess, vai tra sorella… “

MI sono chiesta se avessi altre vie di fuga, ma no, non ce n’erano. Perfino Greyhound sembrava meglio di quell’auto.

PArtiamo, e ci fermiamo a far pipi’ almeno un paio di volte per strada.. credo che l’ansia mi abbia scatenato un effetto incontinenza acuto..

Continuo a bere caffe’ e fumare sigarette.. per cercare di tener testa a Lorrie che - scopro- e’ la nuova fidanzata d Lee, e che si sta’ facendo tutta quella strada per conoscere ME e diventare parte della mia vita, visto che fino a qualche ora prima io ero solamente una fantomatica amica italiana di Lee, e una possibile minaccia. Effettivamente mi chiedevo chi poteva essere la pazza che guidava 4 ore per andare a vedere un concerto???? manco fossero stati gli U2… 

Quindi le ore in macchina sono stata di abbandono e ascolto della love story Lorrie-Lee. Di quanto lei lo ami, di quanto lui sia figo, di quanto lei abbia paura, di quanto lei sia insicura, ecc ecc ecc. Vita, morte e miracoli.

Ci tengo a sottolineare che io la mattina mi ero svegliata alle 6.30, e che a mezzanotte praticamente ancora mi trovavo in una macchina, e la serata ancora non era iniziata.. 

All’una di mattina o forse erano anche quasi le 2.. arriviamo in questo locale, dove Lee stava ancora suonando… Io praticamente una morta che cammina. 

(to be continued)

Per la cronaca O. mi ha appena chiesto se sarò a Firenze questo mese.. Dice…”sarebbe bello vederti…” . Qualcuno per favore mi suggerisca una risposta adatta. E per chi non e’ sul pezzo si vada a leggere il primo racconto di questo blog.

Me. Today. A solitary (scary) Sunday.

Me. Today. A solitary (scary) Sunday.